Il progetto CO2
Un luogo per ricominciare a respirare
Il progetto CO2 nasce da una domanda semplice: che relazione vogliamo avere con il luogo in cui viviamo?
Per secoli le città sono state progettate per rispondere principalmente a esigenze economiche, di mobilità e di sviluppo urbano. In questo processo abbiamo spesso dimenticato che anche noi siamo organismi biologici, parte di un ecosistema più grande. Questo spazio è un tentativo per cambiare prospettiva. Non è solo un’area verde, ma un luogo di osservazione, ricerca e relazione tra persone, alberi, suolo e ambiente urbano.
Qui la natura non è decorazione. È una presenza viva con cui tornare a dialogare. CO2 rappresenta anche un simbolo: il carbonio che attraversa la vita della Terra, dagli alberi all’atmosfera, fino al nostro respiro.
Se la città fosse progettata pensando prima alla vita, come cambierebbe?
La rete dell’universo
Quando gli astronomi mapparono la distribuzione delle galassie su larga scala scoprono che non sono distribuite casualmente. Formano una gigantesca rete cosmica chiamata Cosmic Web.
Questa rete è composta da filamenti di galassie nodi dove si concentrano ammassi di galassie enormi vuoti cosmici. L’intera struttura dell’universo appare come una gigantesca rete tridimensionale.
La rete del cervello
Il cevello umano funziona anch’esso come una rete. I neuroni formano:
- nodi (cellule nervose)
- connessioni (sinapsi)
- percorsi di comunicazione
Il risultato è una struttura ramificata e interconnessa.
Guarda la presentazione del Progetto itinerante CO2:
Dove siamo nell’universo?
Se questa è la scala del cosmo, come cambia il nostro modo di vedere la Terra?
Il nostro pianeta non è fermo. La Via Lattea si sposta nell’Universo a 2.1 milioni km/h, il sistema solare viaggia nella Via Lattea a circa 828.000 km/h, la Terra gira attorno al Sole a 107’000 km/h e su sé stessa a 1’670 km/h. L’uomo si sposta nei luoghi (a piedi) a 5 km/h. Prima di parlare di città, dobbiamo ricordare una cosa semplice: